Tag: composizione
Nuova idea, le quattro stagioni: mi vesto e mi svesto
by Mirko on Apr.05, 2009, under Autoscatti, Fotografia, Strane, Varie, Video
L’idea che mi è venuta è questa, che in fondo è anche molto banale.. una specie di stop motion per riprodurre musicalmente e visivamente le quattro stagioni, usando l’adeguato guardaroba e delle musiche, in cui spero mi aiuterà Nicola!
Credo che in fondo l’idea sia molto banale, per non dire scontata, e sicuramente copiata! Ne ho visti parecchi di video realizzati secondo questa idea, ma magari riesco a farla anche io qualcosa di decente… vedremo! Intanto il piccolo esperimento, che in fondo è solo una gif animata, è questo:
Il fatto che sia in mutande è davvero imbarazzante, però è anche vero che fa parte del vestirsi e svestirsi, quindi, anche se con molto imbarazzo, condivido anche questa idea che spero diventi quanto prima un video! Certo, la cosa mi preoccupa un pò dal punto di vista della fattibilità, perchè dovrei fare davvero una serie infinita di foto con tutto il vestiario, partendo dal costume e concludendo con sciarpa e piumino, ma spero che ne valga la pena e che ne esca fuori qualcosa di carino! E stavolta vedrò anche di attrezzarmi per una scenografia che accompagni in modo tematico le stagioni riprodotte in musica e abiti… speriamo bene!
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Rose, conchiglie, tappi di birra e pagine di un libro
by Mirko on Mar.17, 2009, under Composizioni, Fiori, Fotografia, Macro
Qualche macro delle solite cose che trovo in camera… nell’attesa di trovare soggetti nuovi, provo intanto a capire come usare le luci… anche se a giudicare dai colori ottenuti, ho ancora molti problemi con l’illuminazione (chiaramente casalinga) e il bilanciamento del bianco..

Rose, tappi di birra, conchiglie, pagine di un libro
A chi interessa, magari tanto per vederne la resa, le foto sono sempre scattate con la Nikon D90 e obiettivo Tamron 55-200 (economico da 70€ usato su ebay).
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I giocattolini preferiti dai politicanti del mondo….
by Mirko on Mar.08, 2009, under Concept, Fotografia, Macro
Oggi, come quasi ogni domenica, gironzolavo al mercatino delle pulci di Catania, ma stavolta con l’intento di trovare qualcosa di carino da acquistare… non so, un occasione, un oggetto vintage per la mia stanza o comunque qualcosa di interessante.
L’occhio è subito caduto sui banchi che offrivano giocattoli, e precisamente su questi bei soldatini in plastica! Un ritorno all’infanzia! Infanzia nella quale creavo guerre, disponevo le mie forze contro altre distinguendole solo per colore, in cui decidevo chi moriva e chi ancora rimaneva li immobile attendendo un mio ordine. Soldatini inerti, in tinta unica che quasi ti guardavano in attesa della prossima azione. Mi viene in mente anche la canzone degli Afterhours, Ritorno a casa:
“Ho aperto tutti i cassetti per essere sicuro che in tutti questi anni nessuno abbia toccato la mia roba
C’è un’intera brigata dell’esercito britannico li dentro rosa
Sono ancora intenti a schierarsi per fronteggiare l’attacco imminente
Ma l’attacco non avverrà mai
Il divertimento per me era disporre i soldatini come se dovessero affrontare un ingaggio particolare,
e poi, senza che nulla avvenisse, cambiare la disposizione
Sono ancora lì come li avevo lasciati venticinque anni fa
L’ufficiale ha il braccio teso davanti a se mentre sta per prendere la mira
la testa piegata verso l’alto mi guada implorante: “Vado?”.
Ho richiuso il cassetto”
Non so, sono tornati alla mente tanti pensieri della mia infanzia, ma in questo caso si sono mescolati anche a quello che sono adesso, ovvero nessuna direzione politica, ne anarchico, ne di destra ne di sinistra ma semplicemente annoiato da quelli che provano ancora a dare nomi a ste stronzate, e poi ho immaginato i politici o comunque i capi di governo intenti a giocare…. con i soldatini! Bhè, perchè no? Io li immagino così in fondo, con una grande busta di soldatini, in carne ed ossa, che piazzano qua e la, e a distanza, come facevo io da piccolo guardando i soldatini dall’alto. Decidevo chi mandare a morire o chi mandare a conquistare una vittoria.. un bel gioco, almeno lo era nella mia totale ingenuità nel maneggiare quello che adesso capisco cosa era… riproduzione di piccoli uomini che da sempre, nelle loro belle posizioni plastiche d’attacco, sono sempre morte in nome dell’assoluto nulla, sempre che qualcuno capisca il mio punto di vista “sull’assoluto nulla”….. nessuna guerra è giustificata, nessuno ha mai salvato nessun altro, nessuno ha mai posto fine alle follie di qualche pazzoide come lo potrebbe essere stato Hitler. Da sempre l’uomo ha sempre combattuto se stesso, nei suoi mille modi di non riuscire a convivere col prossimo, nel grande e nel piccolo, dai vicini di casa che litigano fino ai grandi potenti che schierano intere armate non si sà ormai per cosa…. un giochino, da sempre, in mano a noi uomini, e che qualcuno più grande di noi un giorno dovrebbe toglierci… la mia mamma lo faceva, e la ringrazio per quel che sono adesso, ma all’intera umanità, chi potrà mai togliere sti giochini di guerra, politica, religioni? Forse la consapevolezza che ne verrà fuori da una totale holliwoodiana devastazione? Chissà….. intanto il mondo continua a girare sempre allo stesso modo, con guerre, povertà, discriminazioni, indifferenza…
bhè, io faccio parte di tutto questo chiaramente.
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Ho ucciso la mia rosa…
by Mirko on Feb.06, 2009, under Composizioni, Concept, Fotografia
…In quel momento apparve la volpe. “buongiorno” disse la volpe.
” buongiorno” rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“sono qui” disse la voce, “sotto al melo…”
“chi sei? domandò il piccolo principe, “sei molto carino”… ” sono una volpe”, disse la volpe.
” vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono cosi triste”….
“Non posso giocare con te” , disse la volpe, “non sono addomesticata”…..
“Ah! Scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “che cosa vuol dire addomesticare?”
Non sei di queste parti, tu, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“cerco gli uomini, disse il piccolo principe. Che cosa vuol dire addomesticare?
“gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche le galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici”. Che cosa vuol dire “addomesticare”?
è una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”
“creare dei legami?”
“certo” disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono che per te una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unica al mondo”.
“Comincio a capire”, disse il piccolo principe, “C’è un fiore..credo che mi abbia addomesticato…”
è possibile, disse la volpe. Capita di tutto sulla terra…
Oh! Non è sulla terra, disse il piccolo principe.
La volpe, sembro perplessa: “su un altro pianeta?”
“Si”
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
“no”
“Questo mi interessa!E delle galline?”
“No”
“ Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: “ la mia vita è monotona. IO do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano. E io mi annoi perciò. Ma se tu m addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avari addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: “ per favore addomesticami” disse.
“Volentieri” rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“ Che bisogna fare? Domandò il piccolo principe.”
“ Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, cos’, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora. Disse la volpe. Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterò la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…..ci vogliono i riti”.
“che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata” disse la volpe. “ è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah! disse la volpe, “piangerò…”
“La colpa è tua” disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“è vero” disse la volpe.
“ma piangerai! Disse il piccolo principe.
“è certo”, disse la volpe.
“ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”. Poi soggiunse: “Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo”.
“Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto.”
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
“ Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “ nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ora è per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
“ Voi siete belle, ma site vuote,” disse ancora. “ non si può morire per voi. Certamente,un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi ( salvo i due o tre per le farfalle) . Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa”.
E ritorno la volpe.
“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe.“
Ecco il mio segreto. è molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe,per ricordarselo.
“E’ il tempo che tu ha perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa……” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…..
“ I sono responsabile della mia rosa…..” ripeté il piccolo principe per ricordarselo….
[Da Il Piccolo Principe]
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